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5G ed elettromagnetismo: l’Italia non può permettersi di auto sabotarsi

News - 09/03/2021
Al secondo appuntamento di #TalkFor5G, il ciclo di webinar organizzato da INWIT, si è parlato della necessità di superare false credenze, paure irrazionali e intoppi burocratici per accelerare il rollout delle nuove reti 5G e diffonderne i vantaggi

Come coinvolgere le realtà locali nell’adozione del 5G? Questo il tema centrale del secondo webinar del ciclo TalkFor5G, organizzato oggi da INWIT in collaborazione con la Fondazione Ottimisti&Razionali dal titolo “5G ed elettromagnetismo: coinvolgere le comunità e contrastare le fake news”. 

Dopo il successo del primo dei webinar #TalkFor5G – dal titolo “Il valore del 5G tra potenzialità e servizi. Il 5G tra paure, fake news e disinformazione: non sarà che manca l’informazione?” – il dibattito del secondo evento live si è spostato su come combattere la disinformazione e incentivare la digitalizzazione con il coinvolgimento diretto delle comunità. 

Suigo: “Italia non può più permettersi di non essere infrastrutturata”

L’Italia non si può più permettere un autosabotaggio sul 5G, soprattutto in un contesto caratterizzato da un sistema economico globale sempre più digitalizzato e dall’emergenza pandemica, che ha evidenziato l’estrema urgenza di essere infrastrutturati in maniera avanzata e resiliente” ha sottolineato Michelangelo Suigo, External Relations & Communication Director di INWIT. “Il 5G è la tecnologia della ripartenza” ed è per questo che bisogna incontrare la cittadinanza e divulgare i vantaggi del nuovo standard. “Riduzione della conflittualità, corretta informazione e centralità della scienza” sono secondo Suigo “i punti da cui partire”.

Bruno Bossio (PD): “Difficile far passare il messaggio”

Serve una narrativa positiva sul 5G”, ha spiegato Enza Bruno Bossio, deputata del PD membro della Commissione IX Trasporti e Telecomunicazioni della Camera, “ma è complicato farlo. Nonostante tutti gli istituti scientifici confermino che non esiste un problema di elettromagnetismo, risulta comunque difficile far passare il messaggio – sottolinea Bruno Bossio – Oggi è importante spingere per la sua diffusione, dove l’Italia ha un vantaggio competitivo rispetto agli altri Paesi d’Europa, che non possiamo perdere”.

Mulè (FI): “senza 5G non si supera il digital divide”

Il 5G non fa male alla salute ma fa bene al nostro futuro: senza 5G non si supera il digital divide” ha spiegato il deputato di FI Giorgio Mulè. “Con il Recovery fund abbiamo l’obbligo di iniziare un percorso di formazione basilare per la popolazione, che porti anche allo sviluppo di competenze professionali in ambiti connessi al 5G. In Italia abbiamo un problema di alfabetizzazione digitale, e dobbiamo lavorare sulle suggestioni”.

Bussone (Uncem): “Sinergia tra Parlamento ed enti locali per superare difficoltà burocratiche”

Secondo il presidente dell’Uncem Marco Bussone, “per il 5G e il superamento del divario digitale – che è un problema gravissimo che non può esistere in un paese che guarda al futuro – serve una mobilitazione culturale, ma anche istituzionale e politica che ci dica che nessuno rimarrà indietro. Un percorso culturale e sinergico tra Parlamento, con deputati che si esprimono a favore di un determinato percorso, ed enti locali, per un paese coeso e unito che guarda al futuro”, sottolineando la necessità di una semplificazione normativa che consenta di superare le difficoltà burocratiche.

Per superare resistenze e paure, la strada giusta è quella del dialogo. Ne è convinto Marco Lombardo, assessore del Comune di Bologna, secondo cui in Italia “di 5G si è parlato tanto ma se ne è parlato male. Da un lato come di una tecnologia salvifica, dall’altro invece demonizzandolo”. In questo modo, “il rischio è che i cittadini cerchino la verità su Internet”, con le conseguenze in termini di fake news che tutti conosciamo. “Per questo, abbiamo riportato i tanti monologhi che c’erano sul 5G ad un tavolo di dialogo cercando di portare il tema sul piano della scienza e della razionalità ed evidenziando le tante opportunità che scaturiscono con il 5G da un punto di vista imprenditoriale e occupazionale”.

Falciasecca (Alma Mater Studiorum): “Sul 5G timori irrazionali”

Le bufale online sulla telefonia mobile sono timori “irrazionali” e non sostenuti da alcuna base scientifica, legati alla paura per “l’elettromagnetismo” ha spiegato Gabriele Falciasecca, Prof. Emerito di dell’Alma Mater Studiorum di Bologna. “Già all’epoca del 5G si era diffusa una certa paura irrazionale per le antenne GSM”, ha ricordato Falciasecca. “Per questo anche nel caso odierno del 5G sarà importante mostrare nel modo più efficace possibile all’opinione pubblica e agli amministratori locali quali sono i vantaggi del 5G. In questo senso, c’è molto da fare visto che secondo recenti studi ben l’80% delle Pmi è inconsapevole dei vantaggi del 5G. Ci appoggiamo sui dati dell’ICNIRP, dell’ISS e dell’OMS ed è necessario fare un’azione anche sulla scuola”. 

Romano (Avventura Urbana): “Preoccupazione cittadini è opportunità per superare le paure”

Bisogna prendere sul serio le preoccupazioni dei cittadini. Non sono minacce, ma delle opportunità per superare le paure”, ha detto Iolanda Romano, mediatrice pubblica fondatrice di Avventura Urbana, secondo cui il cuore del problema è una mancanza di fiducia di fondo dei cittadini verso le istituzioni. “L’obiettivo è trovare dei dati che siano condivisi da tutti. Il dibattito pubblico va bene, ma deve essere limitato nel tempo e deve coinvolgere i tecnici delle Asl e dell’Arpa”.

Gli interventi salienti di questo secondo appuntamento possono essere riletti nel live tweeting dell’evento